Castelrotto

Qui, nel cuore delle
Dolomiti, da sempre si è stati viziati dalla natura.
C’è l’ aria più buona del mondo, un paesaggio spettacolare che assomiglia a certi canadesi con la differenza che oltre ad essere bello è anche abitato. C’è un architettura alpina vecchia maniera e un sole che ci ricorda che qui effettivamente inizia il sud. Inoltre il paesinoè tranquillo, la gente gentile e le offerte a livello sportivo, culinario, culturale e di relax non mancano. La zona va bene sia per chi cerca la calma e l’atmosfera famigliare, sia per chi vuole un contatto un po’ più audace con le montagne circostanti.
Castelrotto, il centro più grande
dell’ altipiano dello Sciliar, con meraviglioso centro storico chiuso al traffico, giace fresca e solare fra campi e boschi. E’ un paesino con un uso molto vivo delle tradizioni. si ha modo di osservare i contadini in tutte le fasi del loro lavoro secolare; mucche, pecore, capre e cavalli pascolano vicini al centro del paese.
download della piantina di Castelrotto (pdf)la storia di Castelrotto

Il comune di Castelrotto contiene 12 frazioni di cui 3 di popolazione ladina. In Sudtirolo i ladini rappresentano il terzo e più esiguo gruppo linguistico, dopo quello tedesco e quello italiano.
Il nome “Kastelruth” appare per la prima volta in un documento del decimo sec.d.C.; si tratta di un accordo di trattative commerciali fra i vescovi di Bressanone e Aquisgrana. La sua origine va cercata probabilmente nel latino ( castellum ruptum) e infatti la località dovrebbe risalire al tempo dell’Impero Romano. La tipologia urbanistica è però di stampo medievale, con la piazza centrale e attigui i principali edifici come il comune e la chiesa.
La denominazione indica la presenza di un castello di cui esistono ancoro le tracce nella cappella di S. Antonio sul colle del paese. E’ stato distrutto dai Signori di Castelrotto stessi durante una lite con quelli di Rovereto.
La costruzione più alta rimane il campanile della chiesa dedicata agli apostoli Pietro e Paolo.
L’originale medievale è andata distrutto durante il grande incendio del 24 maggio 1753 e in seguito ricostruito.
Curiosità: Dal 1905 il paese è fornito di impianto elettrico e nel 1925 la carrozza della posta è stata sostituita dall’autobus ( detto “Postauto”, come in Svizzera ancora oggi si usa chiamare questo mezzo pubblico). Fino a questo momento alle macchine era stato proibito l’accesso al paese.